CORDERO di PAMPARATO Felice

n. a Torino il 3 giugno 1919 (Wikipedia). Tenente s.p.e. (servizio permanente effettivo) artiglieria, partigiano combattente.

Discendente da nobile ed antica famiglia piemontese, compiuti gli studi classici presso il Collegio Carlo Alberto di Torino entrò all’Accademia di artiglieria e genio e nel 1940 venne nominato sottotenente d’artiglieria. Al termine del corso d’applicazione d’arma fu destinato al 9° reggimento artiglieria Brennero dove consegui la promozione a tenente nell’agosto 1942. Combatté in Sicilia fino all’occupazione della isola meritandosi una proposta di M.A. (Medaglia Argento). Aggregatosi poi al Comando del XVI C.A. (Corpo d’Armata) , si trasferì nei pressi di La Spezia. Alla dichiarazione dell’armistizio, dopo avere messa al sicuro la bandiera del reggimento, raggiunse la famiglia a Coazze e poco dopo si univa come semplice gregario ai primi partigiani della Val Sangone col nome di battaglia Campana. Costituitasi la Brigata Campana nel marzo 1944, per acclamazione, ne divenne il comandante.

Ufficiale in servizio permanente effettivo, subito dopo l’armistizio entrava nelle file partigiane guadagnandosi, con ripetuti atti di valore, la stima e la fiducia dei compagni di lotta e la nomina a comandante di Brigata. Ricercato e combattuto dai nazi-fascisti, che temevano l’aggressività combattiva del suo reparto, cadeva dopo giorni di lotta nelle mani del nemico assai superiore per numero e mezzi. All’offerta di passare nelle file fasciste rispondeva sdegnosamente: A nobile, si confanno soltanto cose nobili. Affermava di avere combattuto perché fedele soldato del Re e di preferire la morte piuttosto che rinnegare i suoi partigiani. Condannato a morte, affrontava fieramente il capestro, raggiungendo la schiera dei martiri della Patria. Giaveno, 17 agosto 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 524.