CURRENO di SANTA MADDALENA Giacomino

n. a Torino il 22 ottobre 1928 (Wikipedia). Partigiano combattente.

Discendente da nobile famiglia piemontese, alla data dell’armistizio, 8 settembre 1943, si allontanò dal Reale Collegio Carlo Alberto di Moncalieri ov’era convittore. Non potendo raggiungere il padre, colonnello di S.M. (Stato Maggiore) proveniente dall’Arma di cavalleria, combattente con le formazioni partigiane in Val d’Ossola, si portò nelle Langhe e fece , parte delle formazioni autonome Azzurre della Divisione alpini Mauri. Col nome di battaglia Gimmy ebbe a segnalarsi conducendo un gruppo di compagni alla occupazione di Magliano Alpi fortemente presidiata. Catturato per la seconda volta nella frazione Massimini, fra Carrù e Trinità, il 10 marzo 1945, venne fucilato con altri tre partigiani alcuni giorni dopo, per rappresaglia, in seguito alla uccisione di due militari tedeschi.

Volontario sedicenne, accorse tra i primi nelle file partigiane compiendo numerose difficili e rischiose missioni. Catturato dai nazifascisti, messo al muro ed invitato a gridare Viva la Repubblica con atto fiero e spavaldo offriva il petto al piombo nemico gridando Viva il Re! Viva l’Italia!. L’avversario ammirato da tanto coraggio lo lasciava libero. Ritornato nelle file partigiane, in combattimento contro forze preponderanti tedesche, gareggiava con i suoi compagni finché, esaurite quasi le munizioni, rimaneva volontariamente sul posto per proteggere il ripiegamento della squadra. Il nemico lo catturava con l’arma stretta in pugno e nell’atto di lanciare l’ultima bomba che ancora possedeva. Durante gli interrogatori manteneva contegno fiero e sereno. Dinanzi al plotone di esecuzione moriva da prode, offrendo in olocausto alla Patria la sua giovane vita con la generosità di un bimbo e la fierezza di un vecchio soldato. Cuneo, 31 marzo 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 647.