FAVA Lorenzo

n. a Nocera Inferiore (Salerno) il 20 maggio 1919 (Wikipedia). Sottotenente fanteria (alpini), partigiano combattente.

Di famiglia oriunda del Polesine, compiuti gli studi classici a Verona, si iscrisse nella facoltà di giurisprudenza dell’Università di Padova. Nel gennaio 1941, rinunciando ai benefici del ritardo della prestazione del servizio militare, si arruolò nel 7° reggimento alpini in Belluno. Inviato prima alla Scuola centrale di alpinismo ad Aosta, fu ammesso poi col grado di sergente alla Scuola allievi ufficiali di Bassano dalla quale usci sottotenente nel marzo 1942. Destinato al 3° reggimento alpini mobilitato, allora dislocato in Montenegro, raggiunse il reggimento nell’aprile successivo. Rimpatriato dopo oltre un anno di guerriglia, trovavasi in famiglia alla dichiarazione dell’armistizio. Entrato a far parte dei G.A.P. (Gruppi Azione Patriottica) veronesi, rivelò nel rischioso e delicato campo di attività doti non comuni di intelligenza e di ardimento. L’Università di Padova gli conferì nel giugno 1947 la laurea ad honorem in giurisprudenza alla memoria.

Altre decorazioni: Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) sul campo (Montenegro, 5 maggio 1942).

Entrato fra i primi nel movimento partigiano, servì la Causa con intelligenza, coraggio ed abnegazione. Profondo nel pensiero, quanto audace nell’azione, ideò e portò a termine numerosi colpi di mano ed atti di sabotaggio. Gravemente ferito durante l’attacco alle carceri di Verona per la liberazione di un noto prigioniero politico colà detenuto, fu catturato e sottoposto alle più crudeli torture che non valsero a piegarlo. Gli stessi nemici rimasero stupefatti di tanta forza morale, ma il loro odio ebbe il sopravvento sull’ammirazione e decisero di sopprimerlo. Fu segretamente trucidato e la sua sublime morte fa di lui la più luminosa figura del movimento partigiano veronese. Verona, 17 luglio 1944.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 500.