FERRARO Pietro

n. 1908 Venezia. Sottotenente complemento autieri.

Figlio di ufficiale superiore dell’Esercito, mutilato e decorato al V.M. (Valore Militare) della prima guerra mondiale. Conseguita la laurea in giurisprudenza, fu ammesso nel novembre 1935 ad un corso accelerato per ufficiali di complemento presso la Scuola di Fano e nell’aprile 1936 ottenne la nomina a sottotenente di fanteria assegnato all’8° Centro automobilistico in Roma, ove prestò servizio dal 1° al 30 giugno dello stesso anno. Nel dicembre 1939 fu poi trasferito nel Corpo automobilistico militare. Alla dichiarazione di guerra fu esonerato dal richiamo come mobilitato civile perché consigliere delegato della Società italiana per il magnesio e leghe di magnesio a Bolzano e amministratore di altre società. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, abbandonò le importanti cariche e, passate le linee, si mise a disposizione delle autorità militari delle Nazioni Unite. Per i compiti informativi affidatigli fu aviolanciato nel Veneto dove organizzò la formazione partigiana Hollis Margot che operò in tutto il Veneto fino al termine della guerra. E’ presidente ed amministratore di diverse società industriali fra le quali il Cotonificio di S. Giusto le Cartiere del Timavo a Trieste, e le Cartiere di Arbatax in Sardegna. Risiede a Venezia. E’ morto a Roma nel 1974 (Wikipedia).

Tra i primi organizzatori della resistenza armata contro il tedesco invasore, attraversava le linee di combattimento per collegarsi col Comando alleato in Italia. Successivamente, aviolanciato in territorio occupato per una importante missione, si poneva animosamente al lavoro, affrontando continui rischi, trasfondendo nei collaboratori il più elevato spirito di sacrificio e mettendo in funzione una complessa organizzazione che abbracciava l’intera regione veneta. Accanitamente ricercato dal nemico, persisteva fino alla liberazione nella sua opera attiva, decisa e coraggiosa, infliggendo duri colpi al nemico nelle sue retrovie e disorganizzandone a più riprese l’efficienza. Nella fase finale, in collaborazione con formazioni di patrioti, otteneva dal Comando tedesco di Venezia che la città e il porto venissero lasciati intatti. Concludeva così, attraverso rischi di ogni sorta, l’importante missione affidatagli, portando un grande contributo alla liberazione del Veneto. Veneto, luglio 1944maggio 1945.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 715.