LEGA don Igino

lega-igino137n. a Brisighella (Ravenna) il 14 novembre 1911 (Wikipedia). Tenente cappellano.

Di nobile ed industriosa famiglia romagnola, fu ordinato sacerdote nel maggio 1940. Chiamato alle armi come tenente cappellano nel settembre dello stesso anno, prestò la sua opera presso l’ospedale da campagna 515, mobilitato per circa quattro mesi nella zona di Trieste e congedato nel maggio 1941. Nel febbraio del 1942, richiamato, fu messo a disposizione della Marina ed inviato a Lero per l’assistenza spirituale del presidio di quella base navale allora comandata dall’ammiraglio Mascherpa. Sopraggiunto l’armistizio, travolta la resistenza dell’isola dai preponderanti attacchi tedeschi, volle seguire le sorti degli sfortunati combattenti nelle loro tappe verso i campi di prigionia in Germania. Rimpatriato fra gli ammalati nel settembre 1945, e presentatosi al Centro Raccolta di Marina di Venezia, fu congedato il 6 febbraio 1946. Sacerdote di notevole cultura ed autore di pubblicazioni ed opuscoli di carattere religioso, insegnò per quattro anni lettere e filosofia nella Scuola apostolica di Roncovero (Piacenza) e fu direttore spirituale delle A.C.L.I. (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) di Bassano. In seguito ad incidente automobilistico morì a Varese il 23 marzo 1951 (Wikipedia).

Cappellano militare del Presidio di isola lontana dalla Patria e sottoposta a soverchiante e prolungato assedio, dava ogni propria energia, superando disagi e pericoli, nell’assistenza spirituale e religiosa dei militari della guarnigione. Divenute precarie le condizioni de presidio, frazionato in nuclei isolati dall’azione nemica, proseguiva a piedi – per vie dirute e battute dal fuoco il proprio apostolato, recandosi, anche allo stremo delle forze e sanguinante nei piedi, sui monti ove ferveva la lotta ed ovunque i morenti ed i sopravvissuti lo richiedessero, esponendo la vita con superba serenità e gravissimi rischi. Nell’imminenza dell’attacco decisivo all’isola, riusciva a raggiungere batteria circondata dal nemico; durante cinque giorni di aspri combattimenti, partecipando al combattimento come servente di cannone, era centro animatore di fede e di amor patrio per il personale duramente provato dall’impari e lunga lotta. Caduta l’isola, fisicamente sfinito, radunava i superstiti in attesa di feroce rappresaglia attorno all’Altare e celebrava il servizio religioso levando alla presenza del nemico interdetto l’invocazione all’Italia, ripetuta dai presenti. Esempio altissimo di immacolata fede, di virile coraggio e di grande amore di Patria. Lero, 8 settembre -16 novembre 1943.


Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, Le Medaglie d’oro al Valore Militare, volume secondo (1942-1959), [Tipografia Regionale], Roma, 1965, p. 351.